Rosa Cantoni - Una Lettera Impossibile
ROSA CANTONI
(25/07/1913 – 28/01/2009)
Redazione a cura della classe 2CALB. Coordinamento della prof.ssa Ilaria Pezzolla
“Non si molla, si resiste
Non si arretra mai di un passo”
R. Cantoni, “Giulia” Poesie
Note biografiche
Rosa Cantoni è nata a Pasian di Prato (Udine), il 25 luglio 1913. Rosina cresce in una famiglia di estrazione popolare. Figlia di un tipografo e di un’ostessa, si trasferisce presto a Udine. La sua coscienza politica matura in fabbrica, dove lavora come operaia: l’ambiente del lavoro e le ingiustizie sociali la spingono ad aderire giovanissima agli ideali antifascisti. Con la caduta del fascismo e l’occupazione tedesca nel 1943, Rosina entra attivamente nella lotta di liberazione. Opera come staffetta e organizzatrice nelle file della Divisione Garibaldi, coordinando i collegamenti tra la città e le formazioni partigiane in montagna, si occupava del trasporto di armi, messaggi e viveri, rischiando quotidianamente la vita per attraversare i posti di blocco nazisti. Fu Aldo Lampredi a darle il nome di “Giulia”, che l’avrebbe accompagnata per tutta la vita. La sua attività clandestina viene interrotta dal tradimento o dalle indagini della polizia di sicurezza tedesca. Viene catturata a Udine il primo dicembre 1944. Viene rinchiusa nel carcere di Via Spalato a Udine, dove subisce duri interrogatori da parte della milizia fascista e delle SS, senza mai tradire i compagni. Nel gennaio 1945 viene deportata in Germania. Il suo percorso attraverso l’orrore tocca diversi campi: Ravensbrück, il principale campo di concentramento femminile. Abteroda: un sottocampo dove le prigioniere erano costrette ai lavori forzati per l’industria bellica. Penig: dove viene, infine, liberata dalle truppe americane nell’aprile del 1945. Rientrata in Friuli dopo la guerra Rosina non si ritira a vita privata ma diventa un pilastro della vita civile udinese: viene eletta Consigliera Comunale a Udine. Dal 1975 al 1980, distinguendosi per la sua vicinanza ai problemi delle donne e dei lavoratori. Diventa una delle dirigenti più autorevoli dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e dell’Associazione Nazionali Ex Deportati dedicando gli ultimi decenni della sua vita alla testimonianza nelle scuole. Rosina Cantoni si è spenta a Udine il 28 gennaio 2009.
Uno speciale ringraziamento alla prof.ssa Nadia Mazzer (ANPI sezione di Udine), che ha contribuito alla formazione degli studenti.
UNA LETTERA IMPOSSIBILE
Questa lettera è un omaggio alla memoria di Rosina Cantoni, una partigiana italiana che ha sacrificato la sua vita per la libertà e la giustizia durante la Seconda Guerra Mondiale. Scritta da una giovane ragazza, questa lettera è un tributo alla coraggiosa e generosa Rosina, che ha lasciato un segno indelebile nella storia della Resistenza italiana.
Cara Rosina
sei entrata nella mia vita in un giorno di marzo nuvoloso e ventilato. Ti ho immaginata piccola, svelta e vivace entrare nel negozio dove lavoravi in Via Mercatovecchio. Ho immaginato le tue mani tessere scampoli, intrecciare fili mentre cucivi la tua libertà.
Ho visto il tuo sguardo dilatato sul cielo di Ravensbrück ad acchiappare una stella di speranza che portasse gli uomini oltre le sbarre. Ho letto la tua paura sul filo della morte ad ogni passo col fiato corto. Una forza più grande batteva nel tuo cuore, oltre le lacrime non versate della tua mamma, implose in un “mandi” che traboccava amore e complicità per le tue scelte di vita, perché sono state, Rosina, scelte giuste.
Hai scelto la lotta per un futuro migliore che non riguardava solo te ma riguardava un tempo futuro per tutti, una scelta di dignità, umanità e fratellanza. In te spirava il vento della libertà e della speranza, avevi un “credo” pulsante che ti ha sempre permesso di andare oltre anche nella paura, nello sconforto, una luce di coraggio ti ha sempre guidata e la tua voce è diventata un coro di sorellanza.
In un mondo in guerra tu eri pace. In un mondo pieno di violenza tu sei stata una carezza e balsamo di fiducia. In un mondo spaventato e incerto tu sei stata coraggio e determinazione diventando un punto di riferimento prima, nel tuo presente e un simbolo dopo, nel nostro futuro.
Hai scelto di schierarti prima ancora dalla parte dei diritti, della “povera gente”, dalla parte più fragile e vulnerabile poi, con la guerra sei diventata un’arma di difesa e lotta necessaria. Nonostante le brutalità subite il tuo animo è rimasto dolce ed ha continuato ad accudire, a cucire pezzi di memoria. E sei diventata un faro. Non ti sei nascosta nella paura, né l’hai negata, ma affrontata a cuore aperto perché era dentro di te…la tenacia e il coraggio della conquista della libertà. Un passo alla volta hai scalato la storia con gesti costruttivi e generosi. Hai agganciato sempre il bottone nell’asola giusta fino ad oggi.
E come fossi un bottone vorrei entrare anch’io in quell’asola, nel grande abito della libertà da indossare ogni giorno.
Con infinita gratitudine.
Una giovane studentessa della classe 2C alb
BIBLIOGRAFIA
B. Tobagi, La resistenza delle donne, Einaudi
F. Fabbroni, Donne e ragazze nella resistenza in Friuli-Quaderni della Resistenza
R. Cantoni, Giulia, Poesie-Anpi Udine
SITOGRAFIA
https://iocammino.org/uncategorized/rosina-cantoni-che-non-ha-mai-smesso-di-raccontare/
Rosa Cantoni, l’immagine è tratta dall'Archivio fotografico dell'Anpi di Udine

